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Impariamo a usare il buon senso quando parliamo di alimenti.
Spesso mi si chiede come comportarsi con l’uva. Demonizzarla è sbagliato, contestualizzarla è più corretto. Perché eliminarla? Forse perché rientra tra la frutta più zuccherina?
È vero che contiene una buona quantità di zuccheri semplici, ma basta il buon senso e non è necessario escluderla dalla nostra alimentazione. Un piccolo grappolo di uva può essere consumato a fine pasto o nello spuntino, eventualmente con della frutta secca.
A seconda delle necessità individuali si possono dare indicazioni più precise ma ormai l’idea di eliminazione di un alimento è obsoleta. Ricordiamoci che “è la dose che fa il veleno”!
La ricetta che segue è proposta da Cristina Gaglioti.
Guarda la pagina instagram di Cristina!
180 gr di farro
160 gr di caprino
uva da tavola bianca e nera
radicchio trevigiano
un mazzetto di rucola
qualche foglia di spinacino
noci
olio evo
aceto balsamico
sale
aglio
scalogno
Partite con il cuocere il farro, il metodo classico prevede di bollirlo per 30-40 minuti in acqua salata ma potete anche farlo in microonde in un cuociriso, con acqua a coprire e sale.
Dopo 20 minuti a 1000 WATT, controllate la cottura, dovreste riuscire a ridurre notevolmente i tempi quindi se non è pronto (come il mio) non mancherà molto.
Intanto che il farro cuoce, prepariamo il nostro condimento.
In una ciotola mettete circa 4 cucchiai di olio evo con due di aceto balsamico, sale, uno spicchio d’aglio tagliato a metà e privato dell’anima e un pezzetto di scalogno un po’ schiacciato.
Emulsionate per bene con una frusta e lasciate insaporire.
Se amate mangiare poco sapido, evitate il sale, semmai lo aggiungerete in seguito.
È il momento di lavare e tagliare le nostre verdure (radicchio, rucola e spinacino) a striscioline.
Per le quantità, vi basterà seguire il vostro gusto.
Asciugatele bene e versate nel condimento preparato precedentemente che avrà riposato almeno 20 minuti, da cui avrete tolto aglio e scalogno.
Mescolate le verdure con il condimento per farle insaporire per bene.
Non rimane che tagliare gli acini d’uva lavati e asciugati a metà, io ne ho usati circa 10 per porzione, ma regolatevi anche in base alla loro grandezza.
A questo punto il vostro farro sarà arrivato a cottura, scolatelo e passatelo sotto l’acqua fredda per bloccare la cottura.
Scolate ancora per bene e versate nella ciotola con il condimento e le verdure e mescolate, poi aggiungete gli acini e se avete la possibilità lasciate insaporire per mezz’ora ma anche di più.
Servite nei piatti da portata e distrutte sopra il caprino, a tocchetti e i gherigli di noci.
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